Hai mai assaggiato lo stoccafisso alla ligure?

Il baccalà è un filetto di merluzzo, pulito e privato della lisca, conservato tramite salagione. Infatti, il sale, disidratando la carne, lo essicca. Questo procedimento ha origini antiche: era utilizzato dai pescatori, in particolar modo di balene, per conservare il cibo a lungo durante le lunghe battute di pesca. Poi bisogna citare lo stoccafisso: sempre lo stesso pesce ma conservato in maniera diversa, ovvero essicato per mesi all’aria delle isole Lofoten. Sono moltissime le ricette che includono questo tipo di pesce, realizzate nei più svariati modi e cotture, accompagnate da ingredienti di ogni genere.

Tra le ricette più famose troviamo il Baccalà alla Vicentina, o alla Livornese, con pomodoro, lo stoccafisso accomodato alla ligure oppure il celeberrimo baccalà impastellato e fritto, che a Roma è consumato anche come cibo da strada. La cucina ligure propone uno splendido piatto di pesce, lo stoccafisso accomodato, ovvero in umido, dove lo stoccafisso è abbinato alle patate e alle olive.

Un piatto dalle origini molto antiche

Lo Stocche, come si dice a Genova, ma anche nell’intera Liguria, è approdato sulle banchine del porto di Genova almeno dalla metà 1500, portato dai Vichinghi e usato come merce di scambio. Particolare la sua preparazione: lo Stocche, in realtà, non è altro che merluzzo artico proveniente dalla Norvegia, conservato attraverso essiccazione. Direte, ma tutte le cucine regionali hanno almeno un piatto di stoccafisso in umido, ma visto che la cucina ligure è speciale per la scelta degli aromi, in questa ricetta ci troverete i pinoli, i funghi secchi e le acciughe salate.

In ogni caso, bolliti, in umido, con le patate o in zuppa, il baccalà e lo stoccafisso si prestano anche per la preparazione di ottimi aperitivi, mantecato con burro o panna, o nella preparazione di deliziose tartine.

Non vi resta che pensare come preferite gustarvi il baccalà questa sera!