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Associazione Lucana Internazionale |
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“Il futuro negato della Basilicata e la grande opportunità con la Grande Lucania” Tursi – Si è svolta di sera nella sala da pranzo dell’agriturismo di Leonardo Di Cunto, dentro i confini del territorio di Tursi, la seconda assemblea annuale dell’Associazione Lucana Internazionale. L’argomento era: “Il futuro negato della Basilicata e la grande opportunità con la Grande Lucania”. I presenti erano molto motivati ad esprimere l’amore e le preoccupazioni per questa madre terra lucana. Preoccupazione per il continuo spopolamento e per le paure che la loro terra diventi nel tempo una sede di discariche. Ha coordinato gli interventi Pino Mele che ha parlato di come l’ associazione si alimenta dalla rete internet e come i megavillaggi turistici non portano ricchezza in Basilicata. Il presidente Enrico Langone ha illustrato la funzione principale della associazione nata il 14 novembre 2003, che è quella di lanciare messaggi importanti alle autorità lucane, affinché siano vicine ai problemi della gente. L’associazione ha la funzione di essere un ponte fra i lucani residenti ed i lucani all’estero: “Noi siamo un punto di riferimento dei lucani in Svizzera. Esprimiamo la nostra solidarietà a Giovanni Falcone, padre di Angelo che da alcuni anni è in carcere in India e non ha nessun aiuto dalle autorità italiane. Esprimiamo solidarietà ai precari della ASL 5 di Policoro, che stanno lottando per un posto di lavoro sicuro” – ha concluso. Tra i presenti, c’erano anche Leonardo Racioppi, Felice Santarcangelo della OLA (associazione lucana ambientalista); Anna Paolicelli e Ferdinando Eustazio dell’associazione Pensiero Attivo che stanno raccogliendo 5000 firme per una petizione popolare contro una discarica di rifiuti pericolosi a Ferrnadina; Maria Celano presidente dell’Associazione Magna Grecia, Domenico Lence di Arca Lucana, Giovanni Falcone che sta attuando lo sciopero della fame; Rosa Modarelli che ha parlato del licenziamento avuto da parte dell’ospedale di Policoro. Era venuta da Padula (SA) Tiziana Bove Ferrigno presidente del comitato Grande Lucania, che ha paralto dei 32 comuni del Vallo di Diano che vogliono indire un referendum per venire in Lucania: “Abbiamo 700 soci. Il Movimento per la Grande Lucania sta crescendo. Il nostro DNA è lucano. La nostra è una battaglia identitaria. Non è l’aspetto economico che ci spinge a questo, ma è la nostra identità lucana che vogliamo ritrovare. Il nostro comitato è apartitico e trasversale. Vogliamo ritornare alle nostre origini in modo democratico. Abbiamo anche un nostro sito: www.grandelucania.it”. C’era Rosario Palese presidente dell’ Eurispes di Basilicata, che ha parlato di un sondaggio da effettuare nelle due regioni ed dei promotori del progetto Grande Lucania che sono animati da sentimenti mazziniani. Per Felice Santarcangelo l’unico spiraglio è il web. Se crescono le economie locali la gente è più libera. C’è da fare una campagna per chiedere il voto dei lucani all’estero alle prossime elezioni regionali: “Abbiamo due zone che possono diventare depositi di scorie nucleari: La Trisaia di Rotondella ed i Calanchi che si trovano tra Craco – Pisticci e Ferrandina” ha concluso. .JPG)
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