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Incontro con gli immigrati
Tursi – Domenica pomeriggio nel salone parrocchiale si è svolto un incontro tra il parroco della cattedrale don Battista Di Santo e gli immigrati che vivono nel paese, al fine di conoscere da vicino le loro problematiche e le difficoltà che hanno a vivere in paese e ad integrarsi. L’incontro è stato preceduto nei giorni scorsi da una lettera invito che Carmelo Morisco, presidente della Caritas parrocchiale e don Giovanni Lo Pinto hanno distribuito a tutte le persone, albanesi e rumeni, che conoscevano e incontravano. L’occasione era data dalla Giornata Mondiale delle Migrazioni, organizzata dalla chiesa: “Un modo per educare i suoi figli all’accettazione dell’altro come fratello, perché il Migrante è una persona umana con diritti inalienabili da rispettare sempre e da tutti”. “Non vi chiediamo quale sia al vostra religione o la vostra fede – era scritto nel biglietto invito – ma come possiamo vivere da uomini veri l’uno accanto all’altro, nel rispetto di diritti e doveri, e cosa dobbiamo fare noi e voi per migliorare il tenore di vita. Voi ci aiutate con la vostra presenza. Noi dobbiamo dire grazie perché siete venuti. Grazie a Dio, non ci sono persone pericolose tra di voi”. Nel salone erano presenti una trentina di stranieri, tra albanesi e rumeni. Pochi per la verità, perché nel paese ci vivono almeno duecento immigrati, di cui una trentina di minori, che frequentano le scuole materne, elementari e le scuole medie. Alcuni frequentano le scuole superiori, come L’ITCG di Tursi. Alcuni albanesi sono qui da 15 anni ed hanno i figli che sono nati in Italia. Dall’incontro molto cordiale è venuto fuori il problema della casa. Per gli albanesi avere il permesso di soggiorno è difficile, perché devono dimostrare di abitare in una casa di almeno 45 mq se si è in due o di 60 mq se si è in tre. I prezzi di affitto sono alti e con le quasi 20 giornate lavorative che loro fanno, è difficile tirare avanti, specialmente se qualcuno di loro deve mandare i soldi a casa. Don Battista, venuto a conoscenza del problema, ha risposto che si attiverà tramite la Caritas parrocchiale, per sensibilizzare le persone che hanno le casa sfitte, a darle ad un prezzo ragionevole, venendo incontro alle loro esigenze. Tutti gli immigrati lavorano nell’agricoltura ed alcuni nell’edilizia. Ed il loro contributo è importante. I giovani sono stati invitati a frequentare le scuole serali che ci sono all’ ITCG, sia per imparare meglio la lingua italiana, sia per conseguire un titolo di studio spendibile in seguito. Poi il parroco ha comunicato che vuole mettere a disposizione i locali parrocchiali, quando loro vogliono incontrarsi e stare insieme. E vuole mettere gratuitamente a loro disposizione l’ufficio delle Acli per il disbrigo delle pratiche burocratiche. Si è avvertita anche l’esigenza di effettuare un corso serale di lingua italiana. L’incontro è terminato con la classica fetta di panettone e la promessa di potersi incontrare di nuovo.
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