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“Come diventare bambino attivo, dall’obesità all’agonismo”.
Tursi – Un convegno si è svolto nelle scuole elementari dell’Istituto Comprensivo “Albino Pierro”. Tema: “Come diventare bambino attivo, dall’obesità all’agonismo”. Organizzato dal presidente dell’Atletica Amatori Tursi Giuseppe Lippolis e dal dirigente scolastico Carmela Liuzzi, aveva come relatore il dottor Tommaso Calemma responsabile di Medicina dello Sport dell’ospedale di Policoro. Presenti nel corridoio della scuola: alunni di terza, quarta e quinta elementare, molti genitori (tra loro mamme e papà albanesi) ed alcuni allenatori di basket. Sala piena e uditorio attento. I bambini accompagnavano con grandi esclamazioni di meraviglia, quando il dottor Calemma mostrava con il video proiettore le immagini di atleti ed atlete nei loro gesti atletici, come i tuffi dal trampolino, i salti delle ginnaste o gli interventi sulla sabbia delle pallavoliste. Era un argomento a più voci: il medico, la scuola, i bambini, i genitori e le associazioni sportive. Il dottor Calemma collabora con diverse scuole calcio ed osserva bambini dai 6 ai 12 anni. L’obiettivo delle sue lezioni è fare sport soprattutto per divertirsi. Per cui serve una mamma che accompagni i bambini ed un allenatore simpatico e bravo. Obiettivo avere dei bambini agili e leggeri. Per essere bravi bisogna essere da se un buon allenatore. Per diventare un normopeso ci vuole una corretta alimentazione giornaliera, un corretto allenamento ed un corretto allenatore. Reni, cuore, intestino devono essere puliti e ventilati bevendo moltissima acqua. Prima di praticare uno sport bisogna fare sempre la visita medica. Allenamento consigliato: riscaldamento 30’, preparazione 30’, stretching 30’ per un totale di 90 minuti. Sono quattro le regole importanti da osservare: una corretta alimentazione; un buon allenamento; un valido allenatore che deve essere sempre stimolato dalle associazioni, dagli atleti e da parte dei genitori stessi ed infine una corretta disciplina, perché la cosa più importante non è la partita, ma l’allenamento. Il dottor Calemma ha usato un linguaggio semplice e coinvolgente, comprensibile dai bambini e dagli adulti. Parecchie sono state le domande degli alunni, delle maestre e dei genitori, segno che la lectio ha destato interesse, tanto che la preside Liuzzi lo ha invitato per un ulteriore incontro in modo da approfondire meglio l’argomento.
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